Nelle Baccanti di Euripide, lo spazio scenico si trasforma in campo di relazione e coinvolgimento diretto, in cui non si assiste ma si entra. Il museo accade come esperienza viva, capace di generare processi percettivi e simbolici che coinvolgono chi lo attraversa. A partire da questa immagine tragica, il simposio indaga modelli museali fondati sulla partecipazione, sulla dimensione rituale e sulla trasformazione interiore. Il MOYΣEION si presenta come pratica concreta di museologia incarnata, un ambiente abitato in cui il visitatore entra in una tensione tra memoria e presente, tra visibile e invisibile, e in cui lo spazio operante diventa parte dell’esperienza. I partecipanti, provenienti da diverse aree del sapere, sono chiamati a esporsi al suo campo. Il confronto si genera come tensione tra sguardi differenti, dove ciò che emergeresta una configurazione instabile, capace di trasformarsi. Il museo coincide con ciò che attiva. È una soglia che si attraversa.